Itinerario Grecia Classica 7 giorni: cosa vedere giorno per giorno
Scopri la bellezza e la storia della Grecia con un tour classico di 7 giorni.
Dalle antiche rovine di Atene alle splendide spiagge di Santorini, questo tour ti condurrà in un viaggio attraverso le destinazioni più iconiche del paese.
Preparati per un’avventura indimenticabile!
Giorni 1: Arrivo ad Atene
Giorno 2: Atene: Acropoli e Antica Agorà
Atene è un concentrato di antico e innovazione, di passato e futuro, una città che si è presa il suo tempo per dilatare i quartieri e renderli fruibili ai turisti. Resta moltissimo a chi la visita, basta lasciarsi catturare dai mood di ogni luogo, dalle stratificazioni urbane, dall’Acropoli.
L’Acropoli di Atene domina dall’alto le mille facce di questa città cosmopolita fino ad arrivare al mare, in fondo, luccicante ed eterno. Sembra esserci un profondo senso di unità tra le antiche vestigia e il Porto del Pireo, un legame imprescindibile.
In cima spicca il Partenone. Siamo davanti al monumento più iconico, non solo della Grecia ma nel mondo intero. La perfezione degli dei dell’Olimpo. Una costruzione che, ad occhio nudo, ci rimanda canoni estetici e matematici superiori. Eppure non è così perfetto come si presenta: alla base di questa perfezione c’è un trucchetto di aggiusti tra colonne più spesse e altre più sottili. E’ l’insieme prospettico che l’ha collocata tra i grandi monumenti di tutti i tempi.

Cosa vedere sull’Acropoli
L’Acropoli è un insieme di edifici: oltre al Partenone, troviamo i Propilei, l’antico ingresso a tempio greco che è stato di ispirazione per la Porta di Brandeburgo a Berlino; l’Eretteo con La Loggia delle Cariatidi, altro tempio -tra i più fotografati- proprio per via di queste sei statue-colonna, dalla posa leggiadra, che sembrano guardare il mare; il Tempio di Athena Nike un omaggio alla dea che sconfisse i Persiani.

L’Acropoli Innovativa
L’Acropoli non è mai rimasta ferma al Partenone, nel senso che -intorno a questo sito- si è continuato a sviluppare un progetto sempre più innovativo e all’avanguardia. Per questo nel visitare il sito ci imbattiamo nell’adiacente Nuovo Museo dell’Acropoli e in un Percorso Tattile inclusivo.
Il Nuovo Museo dell’Acropoli vanta la sua considerevole “dote” di reperti rinvenuti durante gli scavi ma la vera chicca di questa struttura è che sorge intorno all’insediamento arcaico-cristiano di Makryianni, tra l’altro scoperto proprio nel corso dei lavori per la costruzione del museo stesso. Un “intoppo”, se vogliamo, che fu trasformato in opportunità.
Il museo conserva, tra le opere più interessanti, le Cariatidi originali, solo 5 di 6 : la sesta, insieme ad altri tesori dell’Acropoli, si trova presso il British Museum di Londra, che la detiene dopo che Lord Elgin la trafugò tra il 1801 e il 1805.

Lungo il percorso puoi “vedere” l’Acropoli con le mani.
L’area, infatti, è stata dotata di 12 tappe e 4 postazioni informative che, attraverso modellini tattili e opuscoli in braille, rendono fruibile il sito archeologico anche a non-vedenti e ipovedenti.
Giorno 3: Canale di Corinto – Micene – Epidauro – Nauplia
Da Atene per accedere al Peloponneso, si passa attraverso il Canale di Corinto, l’epico canale, quasi leggenda, se non fosse reale.
Questa opera di ingegneria urbanistica che fu pensata per ridurre i tempi di navigazione commerciali tra Egeo e Oriente, non ebbe dalla sua l’Oracolo di Delfi.
Il Peloponneso, infatti, con questo taglio magistrale sarebbe divenuto un’isola e solo Dio, secondo l’Oracolo, poteva decidere dove collocarne una.
E, in effetti, la costruzione e poi il successivo mantenimento del canale furono lunghi, dispendiosi, e tutt’ora si effettuano molti lavori di riparazione a seguito di frane e smottamenti.
Ma il Canale di Corinto è comunque un sito di grande interesse e di grande rilevanza geografica.

La Micene di Agamennone
Da qui si aprono le porte degli dei perché entrando nel Peloponneso che è una terra sconfinata di ulivi, viti e mare, rintracciamo tutte quelle città che sono state al centro della storia greca e oggi siti archeologici. Micene per prima.
Questa città, scomparsa nei secoli, è oggi il sito che ancora testimonia la vita dei micenei, il più grande popolo avanzato, insieme ai minoici, che ha portato ricchezza alla Grecia.
Si entra dalla Porta dei Leoni, la stessa che l’archeologo Heinrich Schliemann, ritrovò senza immaginare ancora cosa si estendesse oltre. Un gate quasi futuristico tra le mura ciclopiche e le Tombe dei Re, un viaggio indietro nel tempo.

Tra i ritrovamenti più interessanti ma discussi c’è la Maschera di Agamennone. Da una parte l’archeologo che la tributa al grande re dell’Argolide, dall’altra la schiera di contestatori che negano la veridicità di questa attestazione. Fatto è che il supremo condottiero narrato da Omero e legato alla città di Micene ha nell’imaginario di tutti quel volto lì, esposto presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene.
Il teatro della Cura
Il Teatro di Epidauro è un punto fermo tra i siti più visitati al mondo. Un teatro che è stato propedeutico per i malati che si trovavano nel vicino Tempio di Asclepio.
Il Dio della medicina, infatti, lo fece costruire quale “farmaco” per gli ammalati, un toccasana per lo spirito.
La struttura è ciò che lo rende incredibile: le gradinate sono state disegnate prendendo spunto dalla sezione aurea. Ciò che invece lo rende enigmatico è l’acustica perfetta, un elemento che solo di recente ha trovato una spiegazione plausibile con il meccanismo chiamato Virtual Pitch.
Ovvero, il rivestimento di pietra, irruviditosi nei secoli, pare abbia creato questa “spugna” che eliminerebbe le basse frequenze, suoni sporchi che verrebbero comunque ricostruiti dal cervello umano durante l’ascolto, ma puliti.
Fai cadere una monetina in terra per sperimentare se il suono è davvero così perfetto.

La Nauplia orlata
Nauplia ha ben tre fortificazioni: la Fortezza di Palamidi, immensa sul mare, il Castello di Bourtzi, piccolino, costruito su un isolotto, e Acronafplia, in centro città.
Per la posizione strategica e la forza dei suoi bastioni orlati Nauplia divenne la prima capitale della Grecia Moderna.
La città offre tantissimi spunti, strade piene di negozi, begli edifici neoclassici a fare da cornice alla passeggiata e il quartiere dei pescatori, Psaromachalas, tutto da scoprire.

Giorni 4: Olimpia, Stadio antico – Tempio di Zeus
Olympia è stata la culla dei Giochi Olimpici, il luogo dove è nato il concetto di democrazia. Dove si sono fondati i valori sportivi (rispetto e solidarietà, coesione e disciplina), e dove gli uomini potevano imparare a superare i propri limiti. Una visione all’avanguardia che oggi è trainata dalla categoria paralimpica ai Giochi Olimpici Moderni e che ribadisce ancora una volta la necessità di fare inclusione.
Ad Atene il Museo Olimpico ripercorre le fasi dei Giochi, mette in risalto, attraverso l’innovazione, la loro storia, i cambiamenti, la competizione e mostra molti cimeli appartenuti ad atleti famosi.
Ad Olympia, invece, il modo migliore per respirare l’atmosfera dei Giochi è entrare nell’Antico Stadio, lo spazio sacro in cui si disputavano le gare dedicate a Zeus. E anche nel Tempio di Zeus il cui disegno ha ispirato i templi a venire, non solo in Grecia ma anche in Europa. Il luogo in cui sedeva la statua crisoelefantina del Dio, alta 12 metri, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, andata distrutta per mano dell’Imperatore bizantino, Teodosio II.

Giorno 5: Delfi, Tempio di Apollo – Oracolo di Delfi
Per visitare il sito archeologico di Delfi si torna alla Grecia Continentale.
Oltrepassiamo Rion-Anthirion, il ponte strallato più lungo al mondo soprannominato “Ponte di Poseidone”.
Furono i Giochi Olimpici del 2004 a consegnarlo alla Grecia con la fiamma olimpica che ne attraversò tutto il percorso.
A Delfi era l’Oracolo a dettare il quotidiano, le scelte politiche, e a stabilire cosa fosse giusto o sbagliato. Il popolo veniva in qualche modo “manipolato”.
La sacerdotessa Pizia, attraverso cui l’Oracolo si esprimeva, sedeva su un tripode e, con in mano un ramo d’alloro e la pietra considerata l’ombelico del mondo, l’onphalos, dava i suoi responsi definitivi.
Cosa vedere a Delfi
Oggi Delfi mantiene molti dei resti dell’antichità tra cui il Tempio di Atena, il Ginnasio, la Palestra, i Bagni, la Tholos, il recinto sacro, la via Sacra, il Tesoro degli Ateniesi, lo Stadio, il Teatro, la tomba del Serpente Pitone, il Bouleterion (Parlamento). E, infine, il Tempio di Apollo, l’edificio più importante, dove si arrivava al cospetto dell’Oracolo.
Il passaggio obbligato, prima di entrare, era di purificarsi alla fonte Castalia un tempo di esclusiva proprietà della Dea Gea, ma anche quello di donare ex-voto lungo la Via Sacra che conduceva all’ingresso del tempio.

Auriga di Delfi
Emblema del sito di Delfi e del rispettivo Museo Archeologico l’Auriga di Delfi è una statua in bronzo donata al Santuario di Apollo per commemorare la vittoria del tiranno Gela ai Giochi Pitici.
È un unico pezzo di un complesso scultoreo più ampio come raffigurato nella ricostruzione grafica in una delle sale del museo. Se ne riconosce l’atleta per via di quelle mani che tengono tra le dita le redini. C’è nella composizione, dal viso ai piedi, una grande determinazione del personaggio che si può tradurre in competizione.
Giorno 6: Meteora – Monasteri – Kalambaka
Tra i più suggestivi luoghi della Grecia, Meteora è un sito naturalistico di grande rilevanza spirituale e geografica. Qui si prega e si guarda la Terra da un’altra prospettiva, sia dal basso che dall’alto.
Ciò che stupisce, oltre a queste colonne di roccia che salgono immense a toccare il cielo, sono i monasteri costruiti in cima, come fossero un proseguimento della roccia. La traduzione di Meteora è appunto: “In mezzo all’aria”.
I monaci dell’ordine di Atanasio l’Atonita, lo stesso che fece costruire il gruppo di monasteri sul Monte Athos, si rifugiarono in cima a questi templi naturali e vi rimasero per sempre.
Il luogo, oltre ad essere inaccessibile in passato -e quindi una “fortezza” contro i nemici-, era soprattutto silenzioso, adatto alla preghiera.

I Monasteri di Meteora visitabili sono sei e in diversi giorni della settimana. Ci sono delle carrettiere che salgono e dei panorami incredibili dall’alto. Ma anche dal basso guardare su fa venire le vertigini.
Per entrare all’interno dei monasteri è necessario mantenere un abbigliamento consono: per gli uomini pantaloni lunghi, e maglietta/camicia a mezze maniche o maniche lunghe; per le donne gonne fino al ginocchio o, se indossano un pantalone, parei da fasciarsi in vita.
Punto di partenza per la visita di Meteora è la città di Kalambaka, a carattere fortemente turistico ma con un passato di potente fortezza. Si può però visitare la Cattedrale della Dormizione, una chiesa bizantina con affreschi interessanti del Trecento.
Giorno 7: Rientro ad Atene
Si rientra ad Atene, e qui si può decidere se rientrare in Italia o prolungare il vostro viaggio in Grecia scoprendo lo splendore del mare greco, o direttamente sulla costa di Atene o nell’Attica, o partire con un traghetto dal Pireo o volo da Atene per una delle tante splendide isole della Grecia
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